sabato 19 settembre 2009

Il fascino discreto della borghesia satanica

Qualche sera fa, in preda ad un delirio cinematografico ed oppresso da cupa eppur piacevole solitudine, mi sono sparato in rapida sequenza "Il fascino discreto della borghesia" e "Rosemary's Baby".



Del primo non saprei neanche bene cosa dire. Film immenso nella sua raffinata semplicità. Film che merita e necessita sicuramente di più di una visione. Certamente di primo acchitto si rimane affascinati dalle singole scene, più che dall' insieme. E dal talento visionario e visuale di Bunuel. E certamente si gode del ironico contrasto sempre presente fra le pedanti buone maniere di questi signori benpensanti, e i loro traffici di cocaina, i loro tradimenti, la loro sessualità malata.
Certo Bunuel parla di una borghesia che oramai è quasi scomparsa. In un mondo in cui praticamente tutti sono borghesi, quasi nessuno lo è più in quel senso. Diciamo che abbiamo perso anche le buone maniere e la velata ipocrisia di quella classe, spesso mantenendone inalterati i vizi. Come dire, nessuno direbbe più "Ecco, avete appena visto come non deve essere bevuto un Martini Dry"...ma forse siamo tutti un po' più cafoni. E' strano che la mia lettura sia esattamente l' opposto di quella di Bunuel, ma lui non ha fatto in tempo a vedere la borghesia di la da venire.



Strano accostamento, dopo "Il fascino..." quello di "Rosemary's baby", ma forse non così tanto. Il film può avere due chiavi di lettura. Anzi, facciamo tre. La prima è quella dell' ottimo thriller-horror, quasi investigativo, direi. Oltre che quella dell' ottimo film in quanto a tecnica cinematografica e recitazione (Mia Farrow e Cassavetes, mica Boldi & De Sica!). La seconda è certamente quella dell' investigazione sulla maternità. Rosemary vuole disperatamente il suo bambino (che incerta sul sesso com è, chiama "Sarah-o-Andy"), è disposta a fuggire persino dal marito che crede in combutta con la congrega pur di salvarlo. Ma in realtà al suo bambino non vogliono fare del male, anzi, lo vogliono adorare, figlio com è del demonio. E quando lei scopre l' amara realtà sarà il suo istinto materno a prevalere, piuttosto che la sua educazione cattolica ("Non ti chiedo di condividere la nostra fede, ma solo di essere la madre di tuo figlio", le dice il capo della congrega).
C' è poi la terza chiave di lettura. Il film è del '68. E mi son chiesto: ma con tutto quello che succedeva nel '68, Polanski, non aveva altra storia da racconatare che questa? Forse una sorta di rifugio fantastico dalla realtà sociale così tesa di quegli anni? Poi ho fatto caso che nel film, la congrega, è composta da anziani signori, distinti, borghesi. Che non fanno altro che far la calza, apparecchiare la tavola come si deve, offrire the e dolcetti. Niente freaks, niente giovinastri: una accolita di anziani perbenisti con l' hobby del demonio. E allora, credo, eccolo il messaggio più nascosto del film: Polanski voleva indicare come fosse davvero il male, allora, e chi realmente fosse.



Certo è ironico constatare che abbia poi dovuto scoprire, a spese sue e soprattutto della povera Sharon Tate, che a volte il male ha anche l' aspetto di un freak dai capelli lunghi e gli occhi spiritati. Ma questa è un altra storia...

8 commenti:

Spinoza ha detto...

Proprio un bel post, complimenti! Non ho ancora visto Il fascino discreto... ma lo farò di certo. Per quel che riguarda Rosemary's, beh, capolavoro!

Belphagor ha detto...

Grazie...arrosisco, quasi!

Crazy time ha detto...

si, infatti, mai pensato di farlo per lavoro?

Crazy time ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Belphagor ha detto...

@vale: per lavoro cosa? arrossire o scrivere di cinema? :)

Artemisia ha detto...

Ho visto Rosemary's baby anni fa. Troppo inquietante. Brrr!

Anonimo ha detto...

tutte e due :)
vale

alianorah ha detto...

Non ho visto né l'uno né l'altro. Il male può vestirsi da freak o da fricchettone, cambia volto, ma di fondo è sempre lo stesso, il tentativo di mantenere uno status quo ante, o di portare il nuovo, con la prevaricazione. Così il conservatore; così il rivoluzionario estremista. Comunque vedrò questi film, magari riuscirò a dire qualcosa di più coerente, dopo la visione :)